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venerdì 24 settembre 2010

STALIN IL TERRIBILE E IL PERIODO DELLE GRANDI PURGHE

IL decennio che corre tra il 1928 e il 1938 è il più oscuro della storia dell’Unione Sovietica. Sono gli anni più bui e tetri che ancora a distanza di molti decenni non se ne conoscono i particolari, neppure le “rivelazioni”di epoca” Kruscioviana” sono riuscite a porle sotto una luce più limpida. Certo che lo stato stalinista viene, in questo periodo, scosso dal suo enorme apparato, pagando un altissimo prezzo di dolore e sangue. La Russia sovietica tenterà secondo le parole del lacchè di Stalin, Molotov (soprannominato negli ambienti di partito "culo di pietra"): ”a raggiungere e superare le nazioni capitaliste”. Questo slogan fu lanciato nel 1929 in occasione dell’approvazione del primo piano quinquennale.
Fu in questa epoca , l'epoca dello Stalin padrone, segnata da innumerevoli necrologi di grandi rivoluzionari, che la Siberia tornò ad essere la terra dei campi di concentramento e di sterminio. Intere popolazioni furono cancellate dalla faccia della terra . L’industrializzazione presupponeva spostamenti di massa , urbanismo forzato, enormi lavori pubblici da compiersi al più basso costo possibili ( sfruttamento di manodopera coatta). Tutto questo per mantenere a Stalin ed ai suoi sicofanti comunisti un enorme privilegio di agiatezza. Rimane, dunque, da “spiegare”, come il rivoluzionario del 1905 , lo Stalin che abbiamo visto lottare “ardentemente” contro lo Zarismo si possa essere trasformato in un dittatore così spietato e crudele. Ovviamente in lui, Stalin, non esiste un solo elemento che possa provare una qualche degenerazione patologica nel senso scientifico del termine.
Stalin non era pazzo, ci fu-indubbiamente- una progressiva deviazione psicologica . Ma la crudeltà, l’arroganza, la tortura, la strage creata da Stalin e del “suo”sistema non furono che le normali derivazione del sistema stalinista. Ecco giustificate le continue epurazioni dei grandi rivoluzionari. Stalin non poteva tollerare la verità…non poteva tollerare che il marxismo continuasse il suo cammino in Russia poiché esso avrebbe rappresentato la fine dell’apparato burocratico e di Stalin stesso. Un ruolo fondamentale nella costruzione della burocrazia sovietica e di questo perfido sistema lo ebbe la polizia segreta (NKVD). L' NKVD eseguiva le direttive dell’apparato centrale del partito “comunista”russo facendosi artefice di epurazioni, processi farsa, uccisione e quant’altro di più spregevole si possa pensare.. Alcune cifre sui massacri perpetuati dall'apparato stalinista potrebbero facilitare la comprensione delle argomentazioni sopra espresse ; quando venne avviata la campagna di liquidazione dei kulaki come classe nel 1930, vi furono circa 1.800.000 di contadini deportati nelle zone più remote del paese tra 1931/32. Secondo Chlevnjuk, da quanto si ricava dai materiali dell’indagine dell’OGPU, nel 1930/31 furono condannate circa 390.000 persone, la maggioranza delle quali venne inviata nei campi di prigionia 21.000 di essi furono condannati alla fucilazione . Contemporaneamente le epurazioni si diressero contro il partito in particolare contro le presunte furie “trotskiste” circa 200.000 furono gli espulsi dal partito.
Nel 1933 furono inviati al confino circa 270.000 ”deportati speciali”, nello stesso anno la popolazione dei campi di prigionia aumentò quasi di 200.000 unità. Secondo una relazione redatta nel novembre del 1935 dal presidente della corte suprema della RSFSR, Bulat, ad uso di Stalin e Molotov, nella prima metà del 1933 solo nella Repubblica russa erano state condannate più di 738.000 persone. Nella seconda metà dell’anno , i condannati, furono più di 687.000. Intanto, E consuetudine, continuavano le purghe nel partito . Nel 1933 il totale degli espulsi assommò a circa 450.000. Nel loro complesso queste cifre ci permettono di sostenere che il numero totale delle vittime delle deportazioni, fucilazioni, arresti ed espulsioni dal partito durante la crisi del 1932/33 non fu inferiore ai 2.000.000. Al primo gennaio del 1934 i prigionieri dei campi della OGPU erano più di 510.000 stando ai dati di Getty, Rittersporn e Zemskov; più o meno quanti erano coloro che si ritrovavano nelle carceri e nelle colonie penitenziarie del commissariato alla Giustizia; 1.072.000 erano , invece, i deportati nei “villaggi speciali”per Zemskov. Attenendoci ai dati ufficiali nella RSFSR nel 1934, furono condannate circa 1.200.000 di persone. Curioso e di notevole interesse è la vicenda “Kirov”.
L’assassinio di Kirov( dirigente stalinista di prima livello) avvenne il primo dicembre del 1934. Stalin, in persona , indicò la strada da seguire per trovare i "colpevoli" di tale attentato. Scrisse di proprio pugno il decreto del CIK dell’URSS - decreto che fu ratificato solamente il 3 dicembre dal Politbjuro ( viva la democrazia interna ! Sic..)- meglio conosciuto alla storia come “legge del 1 dicembre”. Tale legge imponeva che qualsiasi indagine relativa ai fatti "terroristici" venisse conclusa entro dieci giorni dal suo inizio, che l’atto di accusa venisse consegnato all’imputato solo un giorno prima dell’esame della corte, che tale esame avvenisse senza la partcepizione delle parti, che non fosse possibili presentare alcun appello o domanda di grazia e che le condanne alla pena capitale venissero eseguite immediatamente dopo la loro promulgazione. Stalin ordinò che fosse fabbricata ad arte una versione dei fatti secondo cui nell’omicidio di Kirov erano coinvolti Zinoviev, Kamenev ed i loro sostenitori . Ezov ricevette l’incarico di orientare l’inchiesta in una direzione confacente ai desideri di Stalin. Ezov ,“Il nano assetato di sangue”, ricostruì in questi termini quanto ero accaduto:”Ricordo che il compagno Stalin convocò me e Kosarev per dirci:”Cercate gli assassini tra i sostenitori di Zinoviev”. Ezov eseguì l’incarico ricevuto da Stalin.
IL 28 e 29 dicembre 1934, a Leningrado, il collegio militare del Tribunale supremo dell’URSS condannà alla fucilazione 14 persone imputate direttamente di aver organizzato l’assassinio di Kirov, tra cui Zinoviev e Kamenev… Esistono una moltitudine di tragici decreti e nefaste direttive che svelano l'insano metodo dell'apparato burocratico stalinista. Alcuni esempi : il decreto del 25 maggio 1937 emanato dal polibjuro, organo della burocrazia stalinista, prevedeva una disposizione secondo la quale dovevano essere espulsi da Mosca, Leningrado, e Kiev tutti gli ex oppositori, gli espulsi dal partito e i familiari degli ex oppositori, dei condannati alla fucilazione o a pene detentive superiori a cinque anni, oppure la direttiva, scritta ad hoc per l’NKVD, del 24 luglio 1937 relativa ad una epurazione speciale del personale delle centrali idroelettriche, delle stazioni batteriologiche, degli istituti e dei laboratori di ricerca scientifica che si occupavano di microbiologia, ed ancora decreti conrto il” vandalismo minorile”, o sulle misure repressive dei cittadini sovietici sospettati di attività spionistica contro l’URSS. Altro testo ufficiale che merita una riflessione a se riguardante l'epurazioni di massa in epoca stalinista è i di un documento inviato da Stalin ai capi provinciali della polizia segreta(NKVD). Stalin invitava alle “pressioni fisiche”, cioè la tortura, da “usarsi obbligatoriamente” contro i nemici”riconosciuti ed ostinati del popolo”, come mezzo”giustificato ed adeguato”.
IL documento è contenuto tra gli atti del XX Congresso del PCUS. Proprio sulle modalità di attuazione del terrore è giusto soffermarci un momento. Rendere il più comprensibile possibile le fondamenta ideologiche con cui si erigeva lo stato degenerato dell’URSS è un dovere rivoluzionario Sostiene Kuznevoc, ex dirigente della sezione dell’NKVD della zona di Kozevinokov ,nella regione di Novosibirsk, che per appagare le richieste del centro( Stalin) , sempre maggiori (in materia di arresti), vennero cercati nuovi “contingenti”per gli arresti. Singolari erano anche i modi di agire dell’NKVD in turkmena “quando venne esaurita la scarna lista di elementi antisovietici compilata sulla base dei materiali investigativi, si iniziarono ad effettuare arresti infondati su basi massicce, solo per raggiungere gli obbiettivi fissati da Nodev e Monakov(commissari agli in terni della repubblica turkena): Per effettuare gli arresti non si guardava nè all’età nè all’attività passata o presente della vittima, era sufficiente trovarsi al mercato in un ora “sbagliata”per cadere in un rastrellamento. Dopo gli arresti venivano preparati i fascicoli istruttori, di solito composti da sole “confessioni”.
Le nuove leve della burocrazia dovevano, dunque, mostrare tutto il loro valore e per farlo avevano bisogno di “confessioni “l’unico atto di prova richiesto dall’apparato. Il modo più “umano”per avere una confessione consisteva nella falsificazione dei verbali , il più delle volte falsificati dagli stessi funzionari responsabili dell’arresto. Altro metodo utilizzato erano i falsi testimoni, pronti a dichiarare qualsiasi cosa su chiunque, utilizzati spesso dentro celle . Compito dei falsi testimoni era quello di far pressione sugli arrestati che si rifiutavano di firmare il loro atto di accusa. Uno dei crimini più diffusi era il cosiddetto metodo di interrogatorio a “catena di montaggio”, quando un gruppo di funzionari ,alternandosi periodicamente, interrogava l’arrestato ininterrottamente per molti giorni ,costringendolo a rimanere sveglio, in ginocchio o in posizioni scomode, tutto questo naturalmente condito da pestaggi e torture. Le descrizioni delle nefandezze compiute dai carnefici della polizia segreta potrebbero continuare per molte pagine, potendo attingere ad una ricca mole di materiale documentario.*
Con cognizione di causa non è molto difficile arrivare a delle conclusioni storiche sul “Terrore Stalinista”già Trotskij nel settembre del 36 aveva dato un chiara delucidazione sulla società sovietica e la sua struttura”…Stalin…E’ l’incarnazione vivente di un termidoro burocratico. Nelle sue mani, il terrore è stato e resta soprattutto uno strumento per schiacciare il partito, i sindacati i soviet e per instaurare una dittatura personale alla quale non manca che…la corona imperiale. IL terrore, che ha adempiuto alla sua missione rivoluzionaria ed è diventato uno strumento degli usurpatori per la loro stessa conservazione, si trasforma in questo modo in una “assurdita”per usare l’espressione di Engels .Nel linguaggio della dialettica,questo significa che è votato ad un crollo inevitabile… 

Eugenio Gemmo D.N. PCL

 CIK:Comitato esecutivo centrale dei Soviet dell’Urss NKVD:Commissariato del popolo agli affari interni OGPU:Amministrazione politica unificata di Stato RSFSR:Repubblica federativa socialista sovietica russa *Solzenicyn”Arcipelago Gulag” Medevedev”Lo stalinismo