di Lorenzo Mortara
Dall’inizio dell’epidemia di corona virus e fino a un paio di giorni fa, l’apparato sindacale si era dedicato alacremente al suo sport preferito: fare il consigliere pratico di Governo e Confindustria. Fedele alla linea, la sua litania, ben più pestifera del morbo del momento, era: «bisogna far questo e bisogna far quello», purché lo facesse chiunque tranne il sindacato chiamando all’agitazione i lavoratori.
