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domenica 12 settembre 2010

LENIN E LA LOTTA CONTRO STALIN

LE DIVERGENZE DURANTE LA RIVOLUZIONE





Già durante il periodo rivoluzionario Lenin aveva duramente polemizzato con Stalin riguardo alla posizione assunta da quest'ultimo, come responsabile insieme a Kamenev della Pravda, nei confronti del governo Borghese di Kerenskij: " La nostra tattica è completamente suicida, nessuno appoggio al governo Kerenskij... "1

La Pravda di Stalin pubblicava articoli dal chiaro contenuto collaborazionista con il governo borghese:" fintanto che continua sulla strada di soddisfare le rivendicazioni operaie" e a "difendere le recenti conquiste democratiche..."2

La "Pravda", diretta da Stalin, si era rifiutata nei primi mesi del 17 - già si potevano intravedere i metodi che in futuro caratterizzeranno Stalin- di pubblicare tre delle quattro "lettere da lontano" scritte da Lenin in esilio, secondo cui non bisognava sostenere il governo provvisorio, ma occorreva preparare la rivoluzione proletaria, trasformare la guerra imperialista in guerra civile e rifiutarsi di cadere in un atteggiamento "socialpatriottico".

Lo stesso Molotov, uno dei pochi sopravvissuti al purghe stalinina , racconta:"Tu ( Stalin si riferisce a Moltov) nel periodo iniziale di aprile sei stato più di tutti vicino a Lenin". Insomma un'implicita ammissione da parte di Stalin della sua politica conciliazionista a sostegno di Kerenskij.3

Nelle sue memorie Suchanov scrive:" Nei bolscevichi in questo periodo, oltre a Kamenev, compare Stalin. .. Durante il tempo della sua modestia attività nel comitato esecutivo (egli) produceva- non su me solo- l'impressione di una macchina grigia, che a volte dava una luce smorta senza conseguenze. Di lui in sostanza non c'è più nulla da dire.

In più, riguardo al ruolo di Stalin nella Rivoluzione Russa, enpassant è interessante la documentazione del testo di J.Reed ( I Dieci giorni che sconvolsero il mondo). IL libro, ricordiamo è vidimato da Lenin, si dipinge , in modo corretto, la figura di Stalin o meglio non la si dipinge...

LA LOTTA CONTRO LA BUROCRAZIA

Sin dal 1919 il partito bolscevico per evitare il crescente lievitare d’uomini d’apparato, burocrati all'interno del partito istituì il Rabkrin ( Commissariato del Popolo per l'ispezione operaia e contadina). Al vertice di questo commissariato il Partito Bolscevico mise Stalin. Stalin fu assegnato a questo commissariato per le sue capacità organizzative mostrate in passato.

Dunque Lenin già dal 1919, a meno di due anni dalla Rivoluzione, avvertiva un pericolo di burocratizzazione del Partito. Uomini estranei alla rivoluzione, molti di essi senza principi - perfetti aspiranti burocrati, si stavano attrezzando per salire sul carro dei vincitori.

Nel 1922 il pericolo di deviazione burocratica agli occhi dei Lenin si fa più pressante: "IL nostro programma di partito, un documento che l'autore dell’ABC del comunismo conosce bene ( riferito a N. Bucharin), dimostra che il nostro stato è uno stato operaio con distorsioni burocratiche..." 4

Lenin nota quindi, anche prima di Trotskij, il pericolo d’involuzione del partito. Si avvicina a Trotskij e propone a lui di formare un blocco politico contro Stalin.

Trostkij racconta: " Lei ( Lenin a Trotskij) propone di iniziare una lotta non solo contro la burocrazia di Stato, ma anche contro l'Ufficio organizzativo del Comitato Centrale? Io mi misi a ridere, sorpreso. L'ufficio organizzativo era l'anima dell'organizzazione staliniana. " Può darsi". " Ebbene- continuò Lenin- io le propongo un blocco contro la burocrazia in genere e, in particolare, contro l'ufficio organizzativo. E' un onore- risposi- formare un blocco buono con un buona persona". 5

Così ha inizio l'ultima lotta di Lenin

Uno dei primi scontri con Stalin Lenin lo ebbe sulla questione del monopolio del commerci estero.

La maggioranza, con Stalin in testa, dei massimi dirigenti del Partito erano favorevoli all'abolizione o al forte ridimensionamento del monopolio del commercio estero. La politica del gruppo dirigente guidata Stalin supponeva che una ripresa degli scambi economici con l'estero avrebbero favorito la NEP*. Trotskij si espresse contro questa politica, secondo Trostkij questa scelta non avrebbe fatto che indebolire lo stato operaio sovietico nei confronti degli avversari di classe. Lenin concorda con le posizioni di Trotskij.

Ma gli avvenimenti precipitano, durante la riunione del comitato centrale del 6 ottobre del 1922 ( Lenin assente) si scegli di adottare, sotto la spinta del Commissario del Popolo alle finanze Sokolnikov delle deroghe al monopolio del commercio estero. Lenin rimase di stucco, secondo la testimonianza di Lewin " considerò il fatto come un vero e proprio colpo contro di lui"6 . Lenin per reagire a questo duro colpo si mise prima discutere con alcuni membri del partito tra cui Trotskij e poi inviò una lettera di protesta a Stalin in cui "proponeva di aggiornare tale scelta alla prossima riunione del Plenum del Comitato Centrale" 7. Ma la resistenza di Stalin si fece più dura del previsto. Stalin scrisse: " La lettera del compagno Lenin non mi ha fatto mutare idea sulla giustezza della decisione del Comitato Centrale del 6 ottobre in merito al monopolio del commercio estero".8 Tuttavia la questione non fu liquidata così... Sulla questione del commercio estero se ne sarebbe parlato nel prossimo comitato centrale. La battaglia si avvia e Lenin affila le armi e discute con Trotskij la linea politica da adottare. I due concordano sull'importanza del monopolio del commercio estero. Lenin scrive a Trotskij " Penso che ci siamo messi pienamente d'accordo. Vi prego di dichiarare all'assemblea plenaria la nostra solidarietà. Spero che la nostra decisione sarà approvata.... Se contrariamente alle nostre aspettative la nostra decisione sarà respinta, ci rivolgeremo alla frazione del congresso dei Soviet e dichiareremo di sottoporre la questione al congresso del partito".8A Allo stesso tempo Lenin scrisse una lettera a Stalin e ai membri del comitato centrale :"... Mi sono anche accordato con Trotskij per la difesa delle mie opinioni sul monopolio del commercio estero(...) sono convinto che Trotskij sosterrà le mie opinioni non peggio di me. 9

Lenin e Trotskij vinsero la loro prima battaglia contro Stalin, il 18 dicembre il Comitato Centrale annullò la precedente decisione. Lenin scrisse a Trotskij : " Sembra che siamo riusciti senza colpo ferire, con un semplice movimento di manovra. Propongo di fermarsi e continuare l'offensiva."10



Stalin come commissario del Rabrikim, come accennato all'inizio di questo testo, stava praticando una politica completamente diversa dall'idea di Lenin aveva del Rabrikim. IL georgiano invece di porre un freno all'ingresso dei nuovi uomini di apparato, rimosse e promosse personale a suo gradimento. Mise nei posti chiavi del Partito "comunisti" a lui devoti per aver ricevuto un avanzamento di carriera...

Nel 1920 Trotskij aveva notato e evidenziato i "difetti" del Rabkrim e le sue pericolose oscillazioni burocratiche. Lenin nel primo periodo della "reggenza" di Stalin

non comprese subito l'entità del problema che si sviluppava nel Rabrikim, ma poi muta idea e si fece avanti per dare battaglia anche su questo punto ":Questa idea fu suggerita dal compagno Trotskij, sembra un bel po' di tempo fa. Allora io ero contrario... ma dopo aver osservato la questione in modo più approfondita trovo in sostanza che sia un'idea sensata. "11

Ancora Lenin sempre sul Rabrikin " Diciamolo pure il Commissariato per il popolo e l'ispezione contadina e operaia non gode ora di nessun prestigio. Tutti sanno che non esiste peggior organizzazione dell'ispezione operaia e contadina e che, nelle condizioni attuali, è inutile pretendere da questo Commissariato del popolo qualcosa."12





Ora il terreno di lotta si sposta sulla questione "georgiana".

Lenin indirizzava le sue dure critiche a Stalin riguardanti il suo metodo di direzione . La questione "georgiana" fu una sorta di catalizzatore per Lenin aveva capito che con Stalin non poteva "giocare" di "fioretto". Decise di scrivere quello che fu soprannominato il " Testamento".



IL 30 dicembre del 1922 Lenin scrive:... l'apparato che diciamo nostro ci è di fatto alquanto estraneo; è un guazzabuglio borghese e zarista e in mancanza dell'aiuto degli altri paesi non c'è possibilità di disfarsene... 13

Lenin si rese conto con chi aveva a che fare solo verso la fine del 1922, quando ebbe chiaro i metodi che Stalin usava per silenziare il dissenso dei compagni georgiani. IL ruolo di regista, in questo puzzle burocratico, di Stalin divenne chiaro. Senza che Lenin e, ancor peggio, il Poltbiuro ne fossero a conoscenza Stalin insieme a Dzergenskij e Orgionkidze aveva realizzato un vero e proprio colpo di Stato nel partito georgiano. Lenin dettò, dal suo letto, una serie di note riguardanti questa vicenda, ma non si limitò a definire la politica di Stalin come un errore di percorso... Bensì come una scelta frutto del peggior nazionalismo grande russo: " Non c'è dubbio che la percentuale infinitesimale dei lavoratori russi affogherà in quella marea di gentaglia sciovinista grande-russa come una mosca nel latte"14.



LA LOTTA PER LA RIMOZIONE DI STALIN



La "destalinizzazione" Krusceviana in realtà ha rivelato quello che era già noto. Ma l'aspetto importante delle "rivelazioni" di Krusciov è che esse hanno costituito, involontariamente, una conferma sulla veridicità delle documentazioni di Trotskij. Alla fine degli anni 60 M.Lewin affermò che quanto Mosca stava pubblicando erano la garanzia delle corrette testimonianze lasciate da Trotskij.

Tra questi testi "scoperti" da Krusciov vi sono quelle lettere inviate dal Lenin, soprannominate il "Testamento", tra il dicembre 1922 e i primi di gennaio del 1923

Comitato Centrale.

Lenin è preoccupato sul rischio di scissione del Partito e della coesione del Comitato Centrale. "Io penso che, da questo punto di vista, fondamentali per la questione della stabilità siano certi membri del CC come Stalin e Trotskij. I rapporti tra loro, secondo me, rappresentano una buona metà del pericolo di quella scissione, che potrebbe essere evitata ..."

Passa poi ad una breve caratterizzazione dei due: "Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D'altro canto, il compagno Trotskij come ha già dimostrato la sua lotta contro il CC nella questione del commissariato del popolo per i trasporti, si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell'attuale CC, ma ha anche un’eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi.

Queste due qualità dei due capi più eminenti dell'attuale CC possono eventualmente portare alla scissione, e se il nostro partito non prenderà misure per impedirlo, la scissione può avvenire improvvisamente.

Non continuerò a caratterizzare gli altri membri del CC secondo le loro qualità personali. Ricordo soltanto che l'episodio di cui sono stati protagonisti nell'ottobre Zinoviev e Kamenev non fu certamente casuale, ma che d'altra parte non glielo si può ascrivere personalmente a colpa, così come il non bolscevismo a Trotskij.

Dei giovani membri del CC, voglio dire qualche parola su Bukharin e Piatakov. Sono queste, secondo me, le forze più eminenti (tra quelle più giovani), e riguardo a loro bisogna tener presente quanto segue: Bukharin non è soltanto un validissimo e importantissimo teorico del partito, ma è considerato anche, giustamente, il prediletto di tutto il partito, ma le sue concezioni teoriche solo con grandissima perplessità possono essere considerate pienamente marxiste, poiché in lui vi è qualcosa di scolastico (egli non ha mai appreso e, penso, mai compreso pienamente la dialettica).

Ed ora Piatakov: è un uomo indubbiamente di grandissima volontà e di grandissime capacità, ma troppo attratto dal metodo amministrativo e dall'aspetto amministrativo dei problemi perché si possa contare su di lui per una seria questione politica.

Naturalmente, sia questa che quella osservazione sono fatte solo per il momento, nel presupposto che ambedue questi eminenti e devoti militanti trovino l'occasione di completare le proprie conoscenze e di eliminare la propria unilateralità".

La prima riflessione che scaturisce questo testo è che Lenin considerava sullo stesso piano Trostkij e Stalin con buona pace di Zionoviev, Kamenev, Bucharin, Radek ecc. Lo stesso Lewin afferma:" per il posto riconosciuto da Stalin, aveva di che stupire il paese, ferire Trotskij, sorprendere sgradevolmente Zinoviev e Kamenev." Probabilmente come lo stesso Lewin afferma Lenin aveva intuito il grande potere che Stalin si era creato...

Dunque Lenin evidenza da un lato le capacità superiori di Trotskij e dall'altro le incapacità di Stalin di saper gestire il potere. Ma è anche vero che Lenin critica a Trotskij il suo passato di "menscevico" e le sue posizioni assunte durante il dibattito sul sindacato.

Ma questa sorta di giudizio di equilibrio, tra i due, in Lenin si rompe. Lenin pensa oramai solamente alla rimozione di Stalin: "Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell'ambiente e nei rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per una migliore qualità, quella cioè di essere più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa circostanza può apparire una piccolezza insignificante. Ma io penso che, dal punto di vista dell'impedimento di una scissione e di quanto ho scritto sopra sui rapporti tra Stalin e Trotskij, non è una piccolezza, ovvero è una piccolezza che può avere un'importanza decisiva".

Cosa è successo tra il 24 dicembre del 1922 e il 4 gennaio del 1923. Siamo certi che Stalin non sia stato disposto ad accettare le critiche, siamo altrettanto certi che il blocco politico formato da Lenin con Trotskij lo spaventava. Stalin, dunque, perde il controllo e chiama la moglie di Lenin, la Krupskaija. La riempie d’insulti, la colpa della compagna di Lenin di non aver rispettato le indicazione mediche riguardanti il marito. Secondo Stalin Lenin avrebbe lavorato ( scrivendo le bombe contro di lui) quando non avrebbe dovuto e questo per la negligenza della Krupskaija. La Krupskaija lo stesso giorno avverte Kamenev, vicepresidente del governo, chiedendo protezione contro le volgarità mosse da Stalin nei suoi confronti. Lenin poco giorni dopo scopre l'accaduto e scrive a Stalin": ... ciò che ha fatto, con la sua grossolanità, verso mia moglie lo considero fatto contro di me". Come sostiene Lewin, l'autore dell'Ultima battaglia di Lenin, è da escludere che l'incidente avvenuto tra Stalin e la Krupskaija abbia potuto indurre Lenin ad un atto politico per modificare i rapporti di forza nel Comitato Centrale del Partito. Lenin aveva altre ragioni... Era una persona che soppesava le parole, sapeva vedere gli aspetti più importanti delle questione politiche. Era un genio della strategia politica. Aveva fin troppo chiaro che Stalin andava rimosso.

Solo il tempo fu tiranno Lenin si ammalò di nuovo poco prima di morire e fu incapace si proseguire la sua lotta contro Stalin.

A parer mio rimane convincente la testimonianza di Trotskij che ne fa nella sua autobiografia riguardo agli ultimi giorni di Lenin: " Lenin si preparava ora ( dopo il 4 gennaio) non solo a deporre Stalin dalla Segreteria Generale, ma anche squalificandolo davanti al partito. A proposito del monopolio del commercio estero, nella questione nazionale, nella questione del regime di partito, dell'Ispezione degli operai e dei contadini e della commissione di controllo, Lenin impiantò le cose in modo da dare al XII congresso il colpo di grazia a Stalin e, insieme a lui, alla burocrazia, alle consorterie, all'arbitrio.



Eugenio Gemmo D.N. PCL

Note

* Nep: nuova politica economica. Fu l'ingresso dell'economia capitalistico statale nella società sovietica

1 LETTERE DA LONTANO di Lenin

2 PRAVDA

3 CENTOQUARANTA COLLOQUI CON MOLOTOVO di Cuev

4 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 32

5 TROTSKIJ LA MIA VITA

6 M. LEWIN L'ULTIMA BATTAGLIA DI LENIN

7 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 33

8 FOTIEVA IZ VOSPOMINJIAMIJ

8A LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 45

9 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 45

10 TROTSKIJ LA MIA VITA

11 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 36

12 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 36

13 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 36

14 LENIN OPERE COMPLETE VOLUME 36

ALLEGATO

Ne pubblichiamo una parte
Testamento di Lenin

(1922)



La Lettera al Congresso, conosciuta sotto il nome di "Testamento" fu dettata da Lenin dal 23 al 26 dicembre 1922 e il "supplemento alla lettera del 24 dicembre 1922" il 4 gennaio 1923.
Ne fu data lettura ai delegati del XIII Congresso che si tenne dal 23 al 31 maggio 1924. Il congresso decise all'unanimità di non pubblicarla, considerando che, essendo rivolta al congresso, non ne era stata prevista la pubblicazione sulla stampa.
Per decisione del CC del PCUS, queste lettere di Lenin furono portate a conoscenza dei delegati del XX Congresso del PCUS e poi delle organizzazioni del partito. Nel 1956 furono pubblicate nel Kommunist n. 9 .




Consiglierei vivamente di intraprendere a questo congresso una serie di mutamenti nella nostra struttura politica.

Vorrei sottoporvi le considerazioni che ritengo più importanti.

In primo luogo propongo di elevare il numero dei membri del CC portandolo ad alcune decine o anche a un centinaio. Penso che, se non intraprendessimo una tale riforma, grandi pericoli minaccerebbero il nostro CC nel caso in cui il corso degli avvenimenti non ci fosse del tutto favorevole (cosa di cui non possiamo non tener conto).

Penso poi di sottoporre all'attenzione del congresso la proposta di dare, a certe condizioni, un carattere legislativo alle decisioni dei Gosplan, andando così incontro, fino ad un certo punto e a certe condizioni, al compagno Trotskij.

Per quel che riguarda il primo punto, vale a dire l'aumento del numero dei membri del CC, penso che ciò sia necessario e per elevare l'autorità del CC, e per lavorare seriamente al miglioramento del nostro apparato, e per evitare che conflitti di piccoli gruppi del CC possano avere una importanza troppo sproporzionata per le sorti di tutto il partito.

Io penso che il nostro partito abbia il diritto di esigere dalla classe operaia 50-100 membri del CC e che possa ottenerli senza un eccessivo sforzo da parte di essa.

Una tale riforma aumenterebbe notevolmente la solidità del nostro partito e faciliterebbe la lotta che esso deve condurre in mezzo a Stati nemici e che, a mio parere, potrà e dovrà acuirsi fortemente nei prossimi anni. Io penso che la stabilità del nostro partito guadagnerebbe enormemente da un tale provvedimento.

Per stabilità del Comitato centrale, di cui ho parlato sopra, intendo provvedimenti contro la scissione, nella misura in cui tali provvedimenti possano in generale essere presi. Perché, certo, la guardia bianca della Russkaia MysI (mi pare fosse S. F. Oldenburg) [1] aveva ragione quando, in primo luogo, faceva assegnamento, per quanto riguarda il loro gioco contro la Russia sovietica, sulla scissione del nostro partito, e quando, in secondo luogo, faceva assegnamento, per l'avverarsi di questa scissione, sui gravissimi dissensi nel partito.

Il nostro partito si fonda su due classi, e sarebbe perciò possibile la sua instabilità, e inevitabile il suo crollo, se tra queste due classi non potesse sussistere un'intesa. In questo caso sarebbe inutile prendere questi o quel provvedimenti e in generale discutere sulla stabilità del nostro CC. Non ci sono provvedimenti, in questo caso, capaci di evitare la scissione. Ma spero che questo sia un avvenimento di un futuro troppo lontano e troppo inverosimile perché se ne debba parlare.

Intendo stabilità come garanzia contro la scissione nel prossimo avvenire, e ho l'intenzione di esporre qui una serie di considerazioni di natura puramente personale.

Io penso che, da questo punto di vista, fondamentali per la questione della stabilità siano certi membri del CC come Stalin e Trotskij.

I rapporti tra loro, secondo me, rappresentano una buona metà del pericolo di quella scissione, che potrebbe essere evitata e ad evitare la quale, a mio parere, dovrebbe servire, tra l'altro, l'aumento del numero dei membri del CC a 50 o a 100 persone.

Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D'altro canto, il compagno Trotskij come ha già dimostrato la sua lotta contro il CC nella questione del commissariato del popolo per i trasporti, si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell'attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi.

Queste due qualità dei due capi più eminenti dell'attuale CC possono eventualmente portare alla scissione, e se il nostro partito non prenderà misure per impedirlo, la scissione può avvenire improvvisamente.

Non continuerò a caratterizzare gli altri membri del CC secondo le loro qualità personali. Ricordo soltanto che l'episodio di cui sono stati protagonisti nell'ottobre Zinoviev e Kamenev [2] non fu certamente casuale, ma che d'altra parte non glielo si può ascrivere personalmente a colpa, così come il non bolscevismo a Trotskij.

Dei giovani membri del CC, voglio dire qualche parola su Bukharin e Piatakov. Sono queste, secondo me, le forze più eminenti (tra quelle più giovani), e riguardo a loro bisogna tener presente quanto segue: Bukharin non è soltanto un validissimo e importantissimo teorico del partito, ma è considerato anche, giustamente, il prediletto di tutto il partito, ma le sue concezioni teoriche solo con grandissima perplessità possono essere considerate pienamente marxiste, poiché in lui vi è qualcosa di scolastico (egli non ha mai appreso e, penso, mai compreso pienamente la dialettica).

Ed ora Piatakov: è un uomo indubbiamente di grandissima volontà e di grandissime capacità, ma troppo attratto dal metodo amministrativo e dall'aspetto amministrativo dei problemi perché si possa contare su di lui per una seria questione politica.

Naturalmente, sia questa che quella osservazione sono fatte solo per il momento, nel presupposto che ambedue questi eminenti e devoti militanti trovino l'occasione di completare le proprie conoscenze e di eliminare la propria unilateralità.

Aggiunta alla lettera del 24 dicembre 1922

Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell'ambiente e nel rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per una migliore qualità, quella cioè di essere più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa circostanza può apparire una piccolezza insignificante. Ma io penso che, dal punto di vista dell'impedimento di una scissione e di quanto ho scritto sopra sui rapporti tra Stalin e Trotskij, non è una piccolezza, ovvero è una piccolezza che può avere un'importanza decisiva.

Lenin

4 gennaio 1923





note



1. L'osservatore politico della rivista dell'emigrazione bianca Kusskaia Mysl, diretta da Piotr Struve, pubblicata nel 1922 a Praga, non era S. F. Oldenburg (come è indicato nella lettera), ma S. S. Oldenburg.
S. F. Oldenburg, famoso orientalista russo, era nel 1922 segretario perpetuo dell'Accademia delle scienze.

2. Zinoviev e Kamenev nelle riunioni di CC del 10 (23) e del 16 (29) ottobre 1917 avevano preso posizione e votato contro la risoluzione di Lenin sulla preparazione immediata dell'insurrezione armata. Essendosi trovati, nelle due riunioni del CC, di fronte a una decisa opposizione, Kamenev e Zinoviev il 18 ottobre pubblicarono sul giornale menscevico Novaia Gizn una dichiarazione in cui rivelavano che i bolscevichi stavano preparando l'insurrezione e affermavano di considerarla un'avventura. In tal modo essi avevano tradito un segreto essenziale del partito, cioè la decisione di organizzare l'insurrezione entro breve termine. Nello stesso giorno Lenin condannava duramente questo atto nella Lettera ai membri del partito bolscevico.
Eugenio Gemmo Direzione Nazionale PCL